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A.A.A. CERCASI CONSUMATORI ATTENTI, ATTIVI, AVANZATI.



Hip, hip hurrà!
Ci siamo, cominciano i riconoscimenti.
Si sente dire in giro "oggi il consumatore sceglie, chiede e pretende e se il brand o il media non si allinea con questo nuovo atteggiamento soccombe".
Li vedete i Professional Consumers in azione sul mercato?
Internet e le nuove tecnologie per qualcuno hanno "il merito oggettivo di aver reso maggiorenne il consumatore traghettandolo in una dimensione dove può decidere e dialogare con le aziende".
Poi interviene d'autorità Layla Pavone, presidente di Iab Italia e Managing Director di Isobar, affermando che "questo non significa ancora che la TV sia stata superata da internet, ma che certamente il consumatore passivo, che non sceglie, definito nel 1976 "Couch Potato" da un amico del fumettista americano Robert Armstrong, quello cioe' che, comodamente seduto sul divano mentre mangia patatine e guarda la TV, assorbe passivo la comunicazione pubblicitaria, fa ormai parte di una specie in via di estinzione".
Di primo acchitto l'orgoglio trasale; subito dopo si deve tornare a lavorare.
La via dell'estinzione è stata appena imboccata; c'è molta strada da fare.
Le azioni sono ancora espressione di un fare spontaneo, non premeditato,non coordinato.
Ottenere vantaggi e/o risparmi attraverso "l'acquisto al prezzo più basso" mostra il limite di una coscienza delle proprie risorse non compiutamente espressa, di un agire occasionale.
Ci siamo alzati da quel divano per stare ritti. Ritti come fusi.
Prima attoniti, ora attenti, attivi, avanzati.
Possiamo fare di più, molto di più.
Dobbiamo incontrare altri "ritti" ; possiamo essere la lobby più forte di tutte le altre.
Mettere a punto una fantasmagorica DOMANDA di Consumo e la nostra OFFERTA di prodotto, utilizzando al meglio le nostre attitudini, convinti delle nostre prerogative, armati di un'impeccabile capacità di gestione.
Così conciati andare al mercato. Altro che acquisto al prezzo più basso: faremo NOI il PREZZO e magari fare pure UTILI.
Con questa forza, con questa determinazione, con queste proposizioni i nostri interlocutori sono avvisati: CONCORRENZA !
Quanti potranno e soprattutto chi potrà resistere ai Professional Consumers?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

12 / 11 / 2007

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



Il Libro


Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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