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ALTRO CHE DILETTANTI, OCCORRONO CONSUMATORI PROFESSIONISTI


Ci sono due culture nel nostro paese che esprimono, con la loro azione, giudizi sul comportamento dei consumatori affatto lusinghieri.
Un gruppo ritiene di adire tutte le TUTELE possibili per proteggere individui sopraffatti dal quotidiano esercizio di consumo; l'altro, che reca tracce visibili di antagonismo, ci pensa "fatti" perchè schiavi della società dei consumi.
Agli uni facciamo tenerezza agli altri rabbia.
I primi riconoscono legittimità a questo universo economico, ne stigmatizzano però la voracità; i secondi, per sottrarci alla narcosi di massa, auspicano di abrogare questo stesso universo.
E noi?
Noi facciamo di tutto per farci parlare dietro: dilettanti allo sbaraglio.
Con scarsa azione competente passiamo il tempo ad acquistare; se non acquistiamo ci stiamo "informando" su cosa acquistare finendo in un cul de sac con redditi insufficienti, risparmi interdetti e pure indebitati: non è un bel vedere.
Con questo andazzo LORO qualche ragione possono accreditarla. Qualche però.
Questo "sistema" ha prodotto ricchezza, ci ha sottratto alla fame, affrancati dal bisogno, alzato la qualità della vita e questa non è un'opinione.
Proprio nelle pieghe di queste risorse, a ben guardare, sta la possibilità del nostro riscatto.
Usciamo dalla pratica dilettante.
CERCASI CONSUMATORI PROFESSIONISTI che siano in grado di mettere a profitto un patente sqilibrio che connota l'economia dei consumi: hanno più bisogno i produttori di vendere che noi di acquistare.
Bene, affrancati dal bisogno, si sono creati ampi spazi di discrezione alla pratica del consumare.
Possiamo decidere se, quando, come, cosa acquistare.
Possiamo risolutamente condizionare l'offerta.
Lo si può fare riprendendo d'imperio il possesso della DOMANDA. E' nostra, è solo nostra.
Se consumare si deve facciamolo a modo nostro.
Saltiamo da palo in frasca.
Facciamoci renitenti, indossiamo travestimenti di comodo; il mordi e fuggi, il va e vieni gestiscono attese.
Faranno saltare certezze, scardinare rigidità di offerta; potranno stanarsi occasioni di reddito.
La nostra forza lo consente. Un uso adeguato di tecnica professionale renderà spendibile questa possibilità.
Fatto questo avremo altro da fare: i nostri interlocutori hanno BISOGNO - toh il bisogno! - del tempo, dell'attenzione pure della fiducia per smaltire i loro eccessi.
Chi meglio di noi può offirla al mercato?
Il mondo alla rovescia insomma; noi offriamo loro domandano.
Questo è nelle nostre possibilità. Questo è il nostro lavoro.
Altro che soggetti deboli. Altro che protezioni e tutele.
Per i signori dell'incanto ideologico, in attesa di improbabili palingenesi, un consiglio tuttodunfiato: nell'attesa perchè non riconoscere come possibile l'esercizio di lavoro alla pratica del consumare così da vedere restituita dignità a quelle azioni e magari poter promuovere un modo nuovo per la condizione umana; vivaddio costruire relazioni solidali; prendere in capo responsabilità per noi e gli altri; per l'oggi e il domani; per le cose e il mondo; per quelli che ci sono e quelli che verranno?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

11 / 12 / 2007

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



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Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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