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APPUNTI PER IL CODICE DEONTOLOGICO DEI CONSUMATORI

Il nostro ruolo di Consumatori e le nostre responsabilità possono trovare espressione in azioni dal cipiglio lapidario?
SII? Bene!
Il Codice deontologico dei consumatori dovrà darne forma scultorea.
Proviamo:
COMPITO D’ISTITUTO DEL PROFESSIONAL CONSUMER: MIGLIORARE LA PRODUTTIVITA DEL LAVORO DI CONSUMAZIONE ATTRAVERSO LA GESTIONE ATTIVA DELLA DOMANDA.
QUANDO, NELL’AGONE DEL MERCATO, VIENE A MANCAR L’ESERCIZIO DI TALE GESTIONE SI DEVE RITENERE DISECONOMICA LA PRATICA DELL’ACQUISTO.
UN’ APPLICAZIONE DI TALE PRINCIPIO?
In un mercato farcito da “asimmetrie informative” e consolidati processi di FIDELIZZAZIONE, si producono squilibri nella formazione del prezzo.
Quel prezzo “opaco” non esprime l’equilibrio di una chiara contrattazione con i gestori della DOMANDA.
Con la nostra forza, la insostituibilità del nostro ruolo, le nostre prerogative di azione sul mercato non dobbiamo consentire tutto questo.
E,in men che non si dica, rendere chiaro quel prezzo.
Memori delle nostre prerogative: se dobbiamo consumare, abbiamola FORZA di decidere quando, come, perché e soprattutto a quale PREZZO farlo.

MAURO ARTIBANI
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org



22 / 03 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



Il Libro


Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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