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BENESSERE DEI CONSUMATORI: UN CACCHIO

La mia sfrontata supponenza, nel ritenere che il meccanismo economico non regga la prova di un reddito insufficiente, trova nella crisi sistemica che squassa il mondo, limpida ragione.
Per i rimedi si può trovare in giro ogni tipo di medicamento.
Quello più a buon mercato: le flebo di liquidità.
Un appannaggio quasi gratuito erogato dal sistema politico: cura la recessione, l’effetto.
Lascia intatte le cause.
Già, le cause. Quella serie di circostanze economiche fondate sul congenito eccesso di produzione e consumo per sostenere, anzi incrementare, il livello di benessere dei singoli.
Benessere dei Consumatori: un cacchio!
Se in Italia vengono gettate quattromila tonnellate di cibo ogni giorno e nel mondo, per ogni $ di PIL ce ne sono 3,7 di debito, il meccanismo mostra segni evidenti di stress. Occorre una terapia d’urto, altro che ricostituenti.
I Professional Consumers avvezzi all’azione temperata e responsabile annunciano l’indispensabile riforma del Fare: calibrare i gesti d’acquisto, misurare quelli di consumazione, ottimizzare le scarse risorse, incrementare l’Attenzione, far tesoro del Denaro per coloro che non l’hanno.
Insomma, migliorare la produttività dell’ azione.
Da operatori economici qual sono è un obbligo; il miglioramento dell’efficienza del sistema un’opportunità.
Si possono ottenere corposi miglioramenti nel rendimento del reddito: altro che debito!
Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, con il solito pragmatismo si va per le spicce.
Si intravede per i Consumatori una dieta senza eguali: “si sta discutendo in ambito accademico e di mercato sulla necessità e ineluttabilità di una riduzione dei consumi dal 70 al 60% del PIL” parola di Alessandro Fugnoli.
Certo c’è anche una terza via: si può anche scrutare il cielo nella speranza di veder volare finalmente quel fantaelicottero, del burlone Ben Bernanke, pieno di denaro da scaricare su consumatori intirizziti.
Beh, se sentite il rombo chiamatemi!

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com

06 / 11 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



Il Libro


Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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