Bisogna attrezzare i giovani Consumatori CONSUMANO, con redditi insufficienti, non risparmiano, si indebitano, hanno lavori precari, avranno pensioni da fame, erediteranno debiti. Sono le Vittime sacrificali di un esercizio agito passivamente, vivono l'incompatibilità tra pratica del consumare e l'attitudine al sacrificio; laicizzati per necessità di esercizio: sono nudi! Queste le condizioni economiche delle giovani generazioni, quelle dove stanno i "bamboccioni" e pure gli studenti che scerzano con i crediti formativi. Per quanto potranno esercitare ancora la pratica del Consumo? La risposta è pertinenza della politica. NOI, Professional Consumers, possiamo dare però corso ad un soccorso per allegerire quelle pressioni: reclamare per loro un Reddito da Consumo - magari garantito! Per fare questo però occorre addestrarli, privi come sono dell'attitudine al sacrificio, sono alla mercè di tutti. Educhiamoli all'esercizio professionale, avranno molto da imparare. Interessarli al sacrificio può sembrare pleonastico? No, se del sacrificio si coglie l'apetto aconomico: la rinuncia a qualcosa per il coseguimento di un fine. Quali fini? Molti o tutti: dalla salvaguardia della salute mentale pretesa dai morigerati, all'esercizio del gaudio dei renitenti alle mode; pure per preservare il benessere che il possesso di "tutto quel ben di Dio" può indurre, finanche l'automatico succedersi della pratica del consumare. Come? DISCIPLINA, forse anche PRIVAZIONI se non avessi timore di allarmare gli allievi. Si comincia dalla gestione delle emozioni: Esercizio 1 - Privare le scarpe Nike della condizione aurorale del "paradiso" e i profumi della "promessa di bellezza". Quando saranno in grado di farlo saranno disposti a pagare meno quei prodotti, avranno risparmiato. Se dopo l'acquisto sapranno recuperare il Valore Aggiunto di quel paradiso e di quella promessa, quel risparmio si trasformerà in REDDITO. Esercizio 2 - Porre sotto controllo le pulsioni all'acquisto. Dalla compulsione all'astensione. Questo consentirà di gestire a loro vantaggio le azioni di acquisto; i produttori si allarmeranno. Questo allarme produrrà convenienze economiche. Si continua con il controllo delle prerogative: Esercizio 3 - Gestire l'ATTENZIONE. Imparare a dormire, distrarsi, andare a zonzo, persino intavolare futili discussioni, addirittura leggere un libro, pure informarsi, dare ascolto alle sirene del mercato. Su queste azioni dovranno saper operare il controllo. Essiperchè l'attenzione è una risorsa 'scarsa' disponibile 24 ore al giorno, non un minuto di più. Questa la rende appetibile. Un accorto utilizzo potrà consentire di investirla sul mercato dell'informazione. Esercizio 4 - Il tempo del Consumo è tempo indisponibile al tempo libero. Disporre la gestione dei minuti, delle ore, persino delle mezze giornate, con esercizi di disciplina può distillarne l'impiego, "qualcuno" si allarmerà. Si potrà allora contrattare un quibus: il tempo è denaro! Per oggi basta. E' appena il caso di precisare che per ottenere utili da tutto questo occorre disciplina, responsabilità ed esercizio, esercizio, esercizio. Essipperchè NOI lo predichiamo, voi "pargoli Consumatori" dovrete esercitarlo. Il Mercato non fa sconti; tantomeno regali, ancormeno con i debiti formativi scolastici
mauro artibani www.professionalconsumer.splinder.com www.professioneconsumatore.org
24 / 10 / 2007
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DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
Paul Horme
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