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CI RISIAMO CON LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

Ci risiamo!

L’ISAE riferisce: a luglio la fiducia delle imprese scende ai valori minimi dal 2003.

Ente impietoso, l’ISAE, con fare notarile ci racconta pure come la fiducia dei commercianti mostri segnali di forte rallentamento.

Pure il morale degli uomini d’affari va maluccio.
Mi è parso di vedere pubblicitari depressi:

Ho visto un marketing-man in piedi sul davanzale della finestra con lo sguardo fisso nel vuoto.

I bancari vedono a rischio baracche e burattini.
Cosè tutta st’epidemia?
La sfiducia dei consumatori. Cos’altro sennò?

Se tanto mi da’ tanto, possono ragionevolmente fare investimenti i produttori?

E i commercianti possono intravedere il sol dell’avvenire?

I pubblicitari mancano di convinzione nel convincere; quelli del marketing producono Domanda inascoltata.

I bancari incupiti: hanno finanziato spensieratamente.

Signori, potrei parlarvi della nostra tristezza di Consumatori, della nostra esausta volontà, del nostro debito di ottimismo verso il futuro.

Per farla breve: è tutta questione di soldi, quelli che ci mancano per continuare a recitare le nostre liturgie del consumo.

Sfiduciati pure noi: ne abbiamo ben donde.
Tra tante Sfiducie: voilà la soluzione.

Una soluzione tutta interna alle regole del mercato: Domanda e Offerta.

La nostra Fiducia può ridare sprone all’intera filiera economica.

Dare smalto agli investimenti, luci alle vetrine, furore ai pubblicitari, nuova vis alla Domanda del marketing fino a ripristinare credito e crediti ai creditori.

Questo può la nostra Fiducia; questo il suo Valore economico.

Questo il Valore della nostra Offerta.

Non faremo mancare la Domanda se,in cambio, otterremo utili che serviranno a rinvigorire le nostre finanze.

Tornare a consumare sarà la cangiante verifica della qualità della merce offerta.

Loro avranno fatto un buon acquisto.
Mauro Artibani

31 / 07 / 2008

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Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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