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CONSUMATORI: CON GLI UTILI DEL NOSTRO COMMERCIO RIMPINGUEREMO LE NOSTRE FINANZE


Nuovi dati, vecchie storie.
Secondo l'Ufficio Studi di Confcommercio, il reddito risulta stagnante o decrescente da 20 anni con una crescita di appena l'1% dal 1980 al 2006.
I redditi sono allo stesso livello del 1992.
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, parla di "riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale: solo così si può dare respiro alle famiglie, innescando un passando di fiducia. Mi rendo conto che è difficile, nella situazione che stiamo attraversando, ma per rilanciare la crescita è necessario rilanciare i consumi, non c'è altra strada".
Mirabile chiosa: i consumi sono indifferibili, non c'è altra strada.
Lo sospettavo.
C'è un però, però.
Se si chiede solo ai consumatori di ruolo di acquistare, la riduzione della pressione fiscale e la riduzione della spesa pubblica, per quanto auspicabili, rischiano di non riuscire ad invertire il trend.
Consumare tutti, questa può essere la risposta.
Si, TUTTI!
Pure i produttori, i commercianti, i pubblicitari; perchè no prestatori di denaro. Quelli insomma che stanno dall'altra parte: quelli che vendono.
I commercianti hanno bisogno di SOLERZIA per cercare l'acquisto migliore? Bene, noi siamo solerti, vendiamo solerzia.
I produttori hanno bisogno di garantirsi il TEMPO che dedichiamo al consumo? L'acquistino! E' in vendita.
I pubblicitari hanno bisogno della nostra ATTENZIONE perchè il loro prodotto risulti efficace? Benissimo, la possiamo impacchettare e mettere sul mercato.
Raschiando il fondo del barile dei nostri risparmi è stata rinvenuta una coppia di virtù, oramai neglette, che avevamo smarrito: MORIGERATO e TEMPERANTE.
Se con il controllo professionale si riescono a rianimare, quelli del credito al consumo avranno sussulti e qualche timore; vorranno acquistare a peso d'oro queste prerogative.
Li vedete gli acquirenti?
Così si amplia il mercato, aumentano i prodotti vieppiù immateriali, non inquinanti; diminuisce l'inflazione, si allarga la platea dei consumatori.
Con gli utili del nostro commercio rimpingueremo le nostre finanze.
O no?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

28 / 01 / 2008



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DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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