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CONSUMATORI, HA RAGIONE IL PREMIER BERLUSCONI: CACCHIO


Essì, questa volta ha proprio ragione Berlusconi.


«E' sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell'economia reale non siano estreme - dice il Premier- Solo questo può fermare un circolo vizioso che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia, guardando in faccia la realtà, come noi stiamo facendo. Lo abbiamo detto più volte che in Italia per le banche non cambia niente, per gli imprenditori neppure, perché hanno la liquidità per intraprendere. La profondità della crisi è quindi determinata dai consumatori. Noi saremo arbitri della nostra fortuna. Se le famiglie cambiano lo stile di vita e si lasciano contagiare dall'idea della catastrofe e della crisi, si cominciano a comprare meno auto, meno elettrodomestici, si riducono i consumi e le imprese si trovano a produrre meno, a dover mettere i propri collaboratori in cassa integrazione. Così questi ultimi potranno consumare meno e ci troveremo in una crisi.”
Ve lo giuro non avrei mai osato sperare tanta considerazione nei nostri confronti: ci ha promosso sul campo.
Nei meandri di cotanto dichiarare però dobbiamo raccapezzarci.
Sfrondiamo i sostantivi, togliamo l’enfasi e gli aggettivi dell’esercizio retorico e vediamo cosa resta: LA CRESCITA ECONOMICA RENDE L’ESERCIZIO DEL CONSUMO INDIFFERIBILE. Tutto qui.
Proprio quanto vanno ripetendo da illo tempore i Professional Consumers.
C’è un però, però: se quella pratica si fa indifferibile diviene, che lo si voglia o no, un Lavoro.
Reclamare un Reddito si può, si deve.
Altro che sussidi, social card, bonus e credito.
Essì Premier mio, se spera di ringalluzzire la speranza e la fiducia degli italiani mediante sussidi questa volta mi deprimo.
Se invece, come lei candidamente confessa, in Italia c’è chi ha la liquidità per intraprendere, rischiando, magari, di non poterlo fare, beh allora a quegli intraprendenti dei consumatori basta riversare parte di quella liquidità, sotto forma di reddito per il lavoro di consumo da svolgere, ed op: fiducia alle stelle e speranza.
Si, speranza in un futuro radioso.
Che ne dice Premier ?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org



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DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

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