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CONSUMATORI, IN CHE RAZZA DI MERCATO SIAMO?

Sentite questa:

(MF-DJ)--Il crollo dei consumi di pane, -6,3%, verdure, -4,2%, e vino, -4,6%, spingono verso il basso gli acquisti familiari di prodotti alimentari che fanno registrare in quantità una riduzione dello 0,7%. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati definitivi Ismea Ac Nielsen relativi al 2007.
A fronte della riduzione nelle quantità acquistate, si legge in una nota, si e' verificato un aumento dei prezzi che ha fatto crescere dell'1,2% la spesa per l'acquisto domestico dei prodotti agroalimentari delle famiglie che e' risultata di poco inferiore ai 50 mld di euro.

Ma porc… cosa diavolo succede? In che razza di mercato siamo?
Domanda e offerta hanno smesso di incontrarsi: ognuna per proprio conto.
Nell’agroalimentare nostrano si mostrano segni che lasciano il segno: recessione economica + inflazione.
Colpa di un mercato inefficiente, ingolfato da filiere troppo lunghe e da segmenti di privilegio difficili da scardinare?
Responsabile la pratica del consumatore dilettante che acquista ciò che trova e non DOMANDA ciò che vuole?
La faccenda risulta ingarbugliata.
La concomitanza di queste circostanze appare però plausibile a spiegare l’arcano.
Come uscirne?
Proviamo intanto noi consumatori ad aggiustare il tiro del nostro agire.
Limitarci ad acquistare risulta esercizio idoneo a generare ricchezza; sottrae però forza alla nostra azione, affatica le nostre finanze, genera diseconomie.
Costruire la DOMANDA può invece cambiare le carte in tavola, eccome!
Un domandare consapevole, sapiente, compatibile, responsabile rida’ slancio al nostro ruolo, elimina sprechi, riduce i rifiuti, scrolla rendite di posizione, condiziona l’offerta, controlla i prezzi, mitiga le spinte inflattive, rifocilla pure le nostre finanze, da’ efficienza al mercato.
Non tutto ma di tutto insomma: questa la possibilità dei Professional Consumers; questo possiamo fare per uscire da tale empasse.

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

13 / 03 / 2008

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Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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