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CONSUMATORI INCERTI O RETICENTI?

La fiducia dei consumatori italiani è risalita a febbraio dopo il crollo di gennaio ma circa il 10% degli intervistati nel sondaggio mensile di Isae ha detto di non essere in grado di rispondere alle domande sul clima di fiducia.Lo ha detto Isae nel comunicare l'indice di febbraio, segnalando che questa percentuale di incertezza è la più alta da "quando l'inchiesta viene condotta con tecnica telefonica (gennaio 1995)".L'indice destagionalizzato elaborato da Isae a febbraio risale così a 103 da 102,2 grazie al recupero delle valutazioni sulla situazione economica del paese.Continuano a deteriorarsi invece "giudizi e previsioni circa la situazione finanziaria della famiglia", nota Isae. (Reuters)

La vedete l’incertezza?

Sarebbe meglio definirla reticenza. Si insomma, stiamo imparando a gestire le emozioni, celarle, rivelarle, tenerle in stand by.

Sono una risorsa. Ottimismo e pessimismo hanno un valore sul mercato, sono cosa nostra : usiamole.

Mostrando sfiducia si produce allarme per la crescita economica.

Le associazioni dei consumatori alzano barriere di protezione, i politici si lambiccano per rifocillare i nostri redditi, le Banche Centrali mettono liquidità nel sistema.

Non è semplice ma riuscire a simulare, addirittura una condizione psicologica depressa, indurrebbe a pensare alla depressione economica, si produrrebbe panico, verrebbero al nostro capezzale tutti, ma proprio tutti a somministrarci anti-stress e magari un regalino, la “moratoria sul debito”.

Non è fantasticheria questa.

Tra le righe degli ultimi avvenimenti economici già si intravvedono aumenti dei redditi da lavoro, si riaprono i rubinetti del credito per far tornare tutto tornare a scorrere.

Se tanto ci darà tanto, potremo ritenerci soddisfatti.

Si può fare di più.

Si può ottenere altro senza trucchi e senza inganni. Guardando vis-à-vis i nostri interlocutori e con fredda determinazione potremo rivendicare il possesso e la gestione della DOMANDA di CONSUMO e così salvaguardare il nostro POTERE: quello dell’acquisto.

Una gestione di tal fatta decide se, dove, quando, come, cosa consumare.

Il controllo di queste condizioni deve precedere l’acquisto.

Così mostra vanto l’impiego delle nostre RISORSE; qui si mostra responsabile la nostra azione. Così si fa concorrenza ai produttori e si istilla competizione in ogni dove

Così si possono controllare i prezzi, così si recupera credito al nostro fare…che fatica però: un vero e proprio LAVORO.

Proprio qui i Professional Consumers trovano ragione sociale, così si intravvede la possibilità di intercettare convenienze economiche in grado di dare ristoro alle nostre finanze.

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

28 / 02 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



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Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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