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CONSUMATORI: MISTER PREZZI? CI HANNO INTERDETTI



Siamo stati interdetti!
Presso il Ministero dello Sviluppo Economico viene istituito il garante per la sorveglianza dei prezzi.Compito, quello di vigilare sull'andamento delle determinazioni di costo dei prodotti e riferire eventuali anomalie.
Ma che diavolo di consumatori siamo?
Già, a dar retta al CENSIS "il consumatore italiano è in crisi, disorientato, incapace di avere un rapporto rilassato con il denaro e a tratti spinto da un consumo piuttosto marcato. Il 74% dichiara di avere meno risorse di quanto ritenuto necessario e il 36% teme di cadere in uno stato di povertà".
Ah! beh! Allora... evviva Mister Prezzi che surroga la nostra disperazione.
E se così conciati acquistare il mondo low cost può lenire le nostre pene, non può mettere in pristino però una condizione ottimista; ancor meno risolvere le nostre insipienze.
Essipperchè il Mister istituzionale è l'ultima trovata dei Nostri, di chi vuole per noi protezione.
Siamo alle solite.
Quel consumo piuttosto marcato che ci rimprovra il CENSIS non è una scelta, nemmeno un sollazzo, è invece il nostro compito d'istituto.
Più si produce più si deve consumare quanto prodotto per creare ricchezza: non sembrano esservi spendibili alternative a quest'obbligo.
Proprio in quest'obbligo, a ben guardare, si intravvede il problema e pure la soluzione ai nostri affanni.
Nell'acquisto dilettante, alla ricerca del "prezzo più basso", il nostro esercizio si fa bolso, esaurisce le nostre possibilità ottenendo qualche risparmio: ben poca cosa.
Possiamo fare di più e meglio.
Solo il consumare assunto come esercizio professionale consente di rispondere, nella forma adeguata, all'obbligo del nostro ruolo; magari pure di rassodare lo spirito, ritrovare l'orientamento in grado di farci uscire dal guado.
Facciamo noi il PREZZO.
Come? Un esempio, anzi due.
Con accorte procedure tattiche ad alleanze spregiudicate si potranno disporre forme di concorrenza sulla domanda.
Produrre, così, sul mercato attese di acquisto mirate su merci bersaglio. Poi disattenderle.
Diminuiranno i prezzi delle merci rivali e noi, con tempismo adeguato, saremo lì ad acquistarle prima che possano correre ai ripari.
La manipolazione dei prezzi inizierà a rendersi visibile.
Così istigati, la concorrenza tra produttori potrà mostrare toni aspri. Persino la competizione tra Noi e Loro si farà evidente.
Da tutta questa concorrenza avremo da guadagnare: imposto il prezzo più basso si potrà allora acquistare.
Questo è mestiere. Al pessimismo così potremo contrapporre Fiducia che ha sul mercato un valore inestimabile; metterla a profitto ci porterà utili e, vedrete, Mister Prezzi reclamato dai nostri concorrenti.

P.S.
Le convenienze ottenute, mediante l'esercizio delle nostre capacità professionali, sono da ascriversi a Reddito, da non confondersi con il Risparmio.

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

14 / 12 / 2007

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Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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