CONSUMATORI! PIù PRODUTTIVITA' PER IL NOSTRO ESERCIZIO, POI SHOPPING. Secondo le stime Adusbef, i rincari di luce e gas raddoppieranno rispetto alle previsioni: 15-18 euro per l'elettricita' (9 euro è invece la cifra stimata dal Rie) e ben 70-80 euro per il gas (il Rie calcola 45 euro). Per non parlare di benzina e gasolio che peseranno sulle tasche degli italiani per ben 120-130 euro annue in piu'. I rincari dei generi alimentari arriveranno a 400-440 euro l'anno a famiglia, senza considerare la spesa dei mutui. Un vero e proprio salasso, considerata anche la crisi dei subprime: 200-240 euro l'anno in piu'. Infine le rate delle assicurazioni che incideranno per 30-40 euro sulla spesa media e i servizi bancari che, nonostante le liberalizzazioni, continueranno a spillare ai risparmiatori 20-30 euro l'anno. Insomma, un conto salato per le famiglie italiane che arriveranno a spendere tra i 900 e i 1000 euro l'anno in media. A Dicembre dobbiamo mettere in portafoglio spese per 1000 euro per il 2008: Buon Anno! Una nota a margine: i redditi non crescono, i risparmi si assottigliano e i debiti, quelli sì, crescono...oiboh! La fiducia...bah! Tant'è. Incuranti dei nostri malanni, arrivano da ogni dove "sollecitazioni all'acquisto". Ci si mette pure l'azienda dei trasporti romana A.T.A.C. che fa "offerte di mobilità": cinque linee bus-shopping gratuite + cinque parcheggi di scambio gratuiti per lasciare l'auto. E c'è chi inventa "Notti Bianche Shopping".Il governo si appresta a proporre altro shopping mediante "rottamazione". Insomma non abbiamo scampo. D'altronde nel nostro destino sta scritto: CONSUMARE. E se - sopraffatto da sfiducia - di colpo smetto di spendere, così magari risparmio, non aumento il debito, smaltisco pure la pancetta, riduco il colesterolo, indosso abiti passati di moda, metto scarpe risuolate, smaltisco meno rifiuti, inquino meno? Divento più responsabile! Di primo acchitto, perchè no? Poi una vocina, anzi due, e vengo richiamato all'ordine. Il governatore Draghi: "la priorità è la crescita". Con tono più suadente MOntezemolo fa intuire che i tanto agognati aumenti delle retribuzioni sono legati all'aumento della produttività, aziendale però. Insomma, "la produttività è centrale per la crescita, ognuno deve fare la sua parte". Già...la nostra parte: non possiamo sottrarci. Bene, messa da parte l'improvvida lusinga dello smettere di consumare, da usare semmai - estrema ratio - come ricatto alla bisogna, dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo abbassare i costi di accesso alle merci e nel contempo aumentare il nostro reddito. Questo ci salva e ci gratifica. Per farlo abbiamo la necessità di ristrutturare integralmente la nostra azione. Istituire e produrre noi la DOMANDA, sottraendo al marketing e alla pubblicità questa prerogativa;questa la condizione per fare il prezzo a noi più conveniente. Poi anche OFFRIRE sul mercato le nostre attitudini. Una su tutte: chiedere moneta contro FIDUCIA, è appetibile sul mercato. Un modo per istituire una salutare, quanto atipica, concorrenza tra consumatori e produttori.Ne avremo un tornaconto economico Un LAVORO di consumazione di tal fatta sarà in grado di scardinare automatismi, dislocare privilegi, sottrarre rendite di posizione, disponendo la concreta possibilità di aumentare la produttività del nostro esercizio e quello dell'intero sistema. Quelli di Confindustria dovranno dare agio alle retribuzioni, altro ristoro economico per continuare a consumare. Anche Drgahi troverà conforto. Tanto si dovrà per debito d'ufficio!
Mauro Artibani www.professioneconsumatore.org www.professionalconsumer.splinder.com
07 / 12 / 2007
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DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
Paul Horme
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