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CONSUMATORI: SIAMO ALLA FRUTTA



17 / 01 / 2008la prendo dall'ANSA e la riferisco: Il 50% delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese, per l'esattezza con meno di 1.872 euro. E' quanto rileva l'Istat. Leggermente piu' alto - secondo l'indagine sui redditi e le condizioni di vita (2005-2006) - e' il reddito medio: 2.311 euro al mese, ma la maggioranza delle famiglie risulta avere un reddito inferiore. La situazione e' stazionaria rispetto alla stessa indagine dell'anno prima. Il 14,6% delle famiglie dichiara di arrivare con molta difficolta' a fine mese. Una spesa imprevista, poi, per molti scombina ogni budget familiare: il 28,4% delle famiglie dichiara infatti di non essere in grado di fare fronte a una spesa imprevista di 600 euro. In almeno una occasione nel 2006 il 9,3% delle famiglie si e' trovato in arretrato con le bollette; il 4,2% non ha avuto i soldi per comprare il cibo necessario; il 10,4% per pagare le spese mediche; il 16,8% per comprare vestiti necessari e il 10,4% per riscaldare adeguatamente l'abitazione. Poche sorprese sulla tipologia di famiglie piu' in difficolta': quelle numerose (con 3 o piu' minori), i nuclei monoparentali con figli a carico, gli anziani soli. Le famiglie dell'Italia meridionale e insulare hanno un reddito disponibile inferiore del 30% rispetto a quelle del nord (al primo posto Trento e Bolzano, all'ultimo la Sicilia). Per quanto riguarda invece le famiglie numerose, le condizioni risultano addirittura peggiorate dal 2005 al 2006: in particolare per le famiglie con tre o piu' minori il 23,8% nel 2006, rispetto al 20,8% nel 2005, ha dichiarato di arrivare con molta difficolta' a fine mese. Il 38% di questi nuclei non puo' affrontare spese inattese (contro il 31,6% nel 2005). (ANSA).
Signori siamo alla frutta.Pure il "sitema" è alla frutta.
Consumiamo come come matti, produciamo, con la nostra azione il70 % del PIL: questo il risultato.
BASTA!
Bisogna cambiare musica. Il nostro quotidiano LAVORO di consumo reclama un REDDITO.
Chi ha incassato in questi anni lauti profitti dovrà darci il resto
A buon intenditor, poche parole.

mauro artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
wwwprofessioneconsumatore.org



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E' un libro di un matto che ha regione da vendere
(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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