I consumatori professionisti nella stanza dei bottoni

Che il lavoro di consumazione costituisca la nostra risorsa, offerta al Mercato, sta sotto gli occhi di tutti; pure dell'ufficio statistico.
La ricchezza, generata dalla pratica del Consumo, costituisce il 70 % del PIL. Queste le quantità.
Le qualità invece del nostro esercizio professionale oh.....oh.... ne abbiamo a iosa. Due per tutte: la frequenza e l'intensità, nelle scelte di acquisto.
Dalla prodigalità all'avarizia; possiamo agire su questi registri per gestire la DOMANDA.
Per l'OFFERTA poi... siamo in possesso di quelle RISORSE che fanno tanto gola ai nostri concorrenti:il tempo, l'attenzione, le nostre emozioni.
POSSIAMO FARE DI PIU': rivendicare la centralità del nostro esercizio.
Avete mai visto un "padrone del vapore" starsene in disparte e non dentro il Consiglio di Amministrazione dell'Azienda?
Perchè allora non rivendicare, a noi stessi, lo stare nella stanza dei bottoni del sistema economico al quale forniamo cotanto contributo?
Proprio laddove si decidono le tecniche, le tattiche e le strategie per estrarre risorse di produttività dal sistema.
Già! Lì si possono mettere in campo i nostri interessi, le nostre aspettative, le nostre ragioni.
LORO, i produttori, i venditori, pure i pubblicitari e quelli del marketing già lo fanno.
In quel consesso la nostra forza contrattuale deve trovare risoluzione.
Quel "contrasto tra legittimi interessi", produrrà CONCORRENZA.
Questa volta tra NOI e LORO.
Ciascuno con la sua forza, ognuno con la sua determinazione.
Nel braccio di ferro si potrà perdere o guadagnare.
LORO perderebbero privilegi e posizioni di rendita.
NOI, costretti a lasciare sul campo l'irresponsabilità individuale, dovremo farci carico della responsabilità di sistema.
Ne guadagneremmo tutti.
Fors'anche questo piccolo, puzzolente mondo.
Come potremmo daltronde consumare un ambiente consumato?
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
14 ottobre 2007