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I DILEMMI DEI CONSUMATORI INCALLITI.

Se acquisto oltre oltre la mia capacità di consumazione;
Se mi lascio sopraffare da un utilizzo smodato delle emozioni e delle emozioni fino a compromettere la capacità di spesa;
Se delle mie esperienze viene fatto commercio;
Se l'acquisire conforma la mia identità ed esaurisce la mia azione;
Se abdico al controllo del mio tempo;
Se do in comodato d'uso la mia attenzione;
Insomma se la vita viene spesa a fare la spesa;
Se tutto questo avviene;
Se tutto questo faccio: faccio bene?
Questo impone il mio ruolo?
Questo chiede il mercato?
Il 70% del PIL prodotto da queste azioni può darci definitivo lustro?
Questi gli sconfortati dilemmi dei consumatori incalliti.
Per i consumatori, che hanno nelle loro riserve la pratica professionale, la faccenda è di tutt'altra risma: per generare crescita economica e produrre ricchezza si può fare di più.
Si deve fare meglio.
Che dire se la costante riduzione del ciclo di vita dei prodotti impone ritmi di sostituzione delle merci che sfiancano le nostre finanze?
Beh, allora... un Professional Consumer interviene sulla DOMANDA: la morde, la modifica, la impone. Et voilà, modifica l'OFFERTA.
E se i processi di fidelizzazione limitano la concorrenza e assegnano ai fidelizzati solo un ruolo strumentale?
Beh, allora... un Professional Consumer si dota di tutte le carte fedeltà e, con un software di selezione, fidelizza i fidelizzatori.
Vi manca il respiro? L'eccesso di merci offerte al mercato sottopone la nostra azione a stress?
Beh, allora... un Professional Consumer revoca il comodato del tempo e dell'attenzione, gestisce in proprio queste prerogative e ne fa OFFERTA al mercato. Ne ricava utili per le nostre stressate finanze.
Insomma, qualcosa si può fare.
Farlo ritempra: ringalluzzisce la fiducia.
E così rispondere in coro a quelli del Centro Studi di Unioncamere-Prometeia, profeti di un rallentamento dei consumi per il 2008: ci stiamo attrezzando per il nostro tornaconto.
Ne vedrete delle belle!

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

02 / 01 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



Il Libro


Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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