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il paradosso della parsimonia.


In questo universo dello sfarzo, non è tutto oro quel che luccica.

Più si diventa ricchi, minore il profitto che si ricava dall’acquisto dei beni, più si è indotti a risparmiare: parola di Keynes.

Ta-ta-tan: il paradosso della parsimonia.

Se tutti ricchi, tutti risparmiamo: si consuma meno, meno PIL, si ridurranno gli investimenti, il lavoro, il reddito e per questa via anche il risparmio.

Altro paradosso allora: se tutti ricchi, saremmo più poveri.

Calma e gesso, non saremo tutti ricchi e, vivaddio, nemmeno parsimoniosi cosicchè, nel nostro lavoro di consumo per sostenere la crescita con redditi insufficienti, si possa alfin esporre l’ennesimo paradosso: produrre ricchezza con il debito.

Cacchio, di paradosso in paradosso non c’è più ciccia ma solo l’osso.

Oddio, più che l’osso, questi ossimori mostrano contraddizioni, fragilità e crepe del sistema economico.

Ci vorrebbe un furetto tutto pepe, grazia, impertinenza: un giustiziere economico per non sprecare ricchezza, per mitigare povertà.

Detto fatto. “Come la freccia che dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca”: Eccolo, è lui, si proprio lui, il Professional Consumer.

Gagliardo ed inorgoglito, fischiettando fra i denti recita a memoria: chi ha troppo Dia, chi ha poco Prenda.

Poi, sollecitato dagli astanti, chiosa: Se troppo ricchi, si consuma meno; se poveri, troppo consumo, troppo debito. Queste diseconomie infestano l’economia; occorre riequilibrare le quote di risparmio, le quote di consumo, redistribuire quote di reddito; estirpare infestanti parsimonie, mitigare prodighi eccessi per riportare in equilibrio il sistema perchè beati, non più beoti, si possa tornare tutti a consumare.

Un dire che non ammette repliche.

Gli entusiasti applaudono, qualcuno mugugna; chi, inebetito, arrossisce.

Al fin del dire si inchina, ringrazia; con un colpo di reni si inarca, salta, rimbalza, si imbosca.

La foresta lo avvolge.

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

16 / 04 / 2009



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E' un libro di un matto che ha regione da vendere
(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE č il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia č nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalitŕ per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA č ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

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