Il reddito per i consumatori: si può reclamare Cito a memoria: IL MODO MIGLIORE PER COMBATTERE IL RISCHIO DI UN RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA ECONOMICA E' QUELLO DI AUMENTARE I CONSUMI. Un vero e proprio pronunciamento; non di Monsieur de La Palisse. No. di Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL. Bene. Come tutte le cose ovvie, anche questa ha il pregio di esser vera. Si può quindi ragionevolmente supporre: più consumo, più si mostra forte la crescita economica; dal che, se vado oltre e aumento ancora di più il consumo, cresce nella stessa misura l'economia. E' lecito credere anche l'inverso però: se diminuiscono i consumi, la crescita diminuisce. Gulp! E pensare che c'è in giro chi suppone si consumi per dare agio alle proprie aspettative, pure che so.....ai propri vizi: pia illusione. Non consumo per me quindi, ma per TUTTI. Difficile, quindi, che io non possa sottrarmi al dovere del consumare. Insomma, ci corre l'obbligo di consumare e, se tanto mi da' tanto, ci corre pure l'obbligo di fissare un principio: LA CRESCITA ECONOMICA RENDE LA PRATICA DELL'ACQUISTO INDIFFERIBILE, SI RENDE ISTITUTO IL LAVORO DI CONSUMAZIONE. Essisignori, avete ben inteso: LAVORO. L'obbligo di consumare ce lo impone; l'eccesso consumistico lo dimostra! Poichè non credo possa bastare, al nostro salvifico compito, il riconoscimento pubblico del consumo come esercizio di necessità, magari celebrato da una medaglia al valore civile, vado avanti da solo e metto altra carne al fuoco. Anzi, per non incorrere in equivoci di sorta, meglio fissare il tutto con un bel sillogismo: nel consumare si esercita un lavoro; quelli che lavorano percepiscono un reddito - magari pagato con i ricavi prodotti dai nostri acquisti - si rende lecito ottenere un REDDITO da tale nostro esercizio. Visto, con il solo uso dei precetti della logica si mostra possibile reclamare un tornaconto economico per la pratica di consumazione. Se tutto questo lascia adito a dubbi si può fare altro per essere convincenti. Mi pregio di rammentare come si possa, con la forza della azione dei Professional Consumers, produrre noi la DOMANDA, invece di "altri". E mettere sul mercato pure la nostra OFFERTA. Si, insomma, vendere le nostre prerogative. Fugati i dubbi? Bene, perchè SIGNORI lo si voglia o meno abbiamo necessità di incrementare la nostra liquidità, rimpinguare i risparmi, porre un freno al debito: come altrimenti portare ristoro alla crescita?
Mauro Artibani www.professionalconsumer.splinder.com www.professioneconsumatore.org
18 ottobre 2007
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