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LA CRISI NASCE DALL’ECONOMIA REALE

Si è iniziato nei corridoi delle banche, poi nei salotti televisivi, pure nelle cucine della povera gente, persino, con comprensibile pudore, nei gabinetti dei ministri delle finanze e nelle stanze da letto di insonni abitanti.
Tutti a chiedersi: la crisi finanziaria che scrolla il mondo finirà con il contagiare l’economia reale?
I più, con supponenza, dicono si; i meno, con comprensibile imbarazzo, dicono ni; i professional consumers, con spudorata franchezza, dicono no!
Essipperchè la crisi del credito opaco non è genitrice ma generata.
Figlia di un genitore reprobo, quel Debito abbondantemente in eccesso che sostiene il mercato dei Consumi.
Pure il debito è figlio, di un genitore scuro in volto, affranto, immiserito: il Reddito.
Sempre più insufficiente a sostenere la Domanda di chi deve smaltire l’eccesso di Offerta che staziona in ogni dove.
La crisi nasce qui nel ganglio più sensibile proprio dell’economia reale.
Sta qui il bubbone a cui si è tentato di dare soccorso con il debito, che si è trasformato in credito, che si è trasformato in business, che si è trasformato in dis credito: Una famiglia, insomma, che ha mostrato comportamenti non proprio dabbene.
Il cortocircuito iniziale sta tutto negli squilibri che da anni stazionano nell’economia reale e che si è propagato all’intero meccanismo economico stabilendo un circolo vizioso che si autoalimenta.
Se non si interviene sulla causa, quel reddito insufficiente: non c’è trippa per gatti!
E, vi prego, questa non è faccenda che ha da fare con l’Etica, semmai con la matematica.
Anch’io preferisco un’etica che fornisce misura all’agire ad un’economia che propone lo smisurato del vivere oltre le possibilità.
Questa crisi è crisi però di una matematica ideologica incline alle addizioni, senza mai tirare le somme.
Per questo se , nel breve, per tornare a far scorrere la liquidità può essere utile dare ricostituenti al virus del debito, occorre fare attenzione a curare la malattia con il virus.

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org


13 / 10 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



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Leggi alcuni stralci del libro

Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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