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LA DEFLAZIONE CHE NON C’E’: LECITO INTERROGARSI


04 / 09 /

Se l’Offerta è in eccesso e la Domanda è in difficoltà senza un reddito adeguato, un mercato efficiente, in grado di fare il prezzo di tal garbuglio, avrebbe dovuto generare deflazione per ristabilire equilibrio.

Già, la deflazione che non c'è: lecito interrogarsi.

L’artificio del debito ha fatto tenere i prezzi, altrimenti per le aziende giù gli utili, gli investimenti, i profitti, il lavoro; meno redditi per stipendi e salari: crisi su crisi.

Quel debito, surrogato del reddito, che ristora i bisogni dei Consumatori ripara il guasto, riattiva la crescita.

Questo si è creduto di dover fare, questo ieri è stato fatto, questo si pensa di dover fare con le politiche monetarie fiscali e di bilancio messe in atto.

Questo arzigogolo, lenitivo per malattie congiunturali, rischia di uccidere il paziente.

Quale medico ha fatto tal diagnosi?

Un tal Paradigma.

Si, quel caro precetto del bel tempo andato, che gironzola nella mente dei più, fa ancora la sua parte: dispone meriti, onori ed oneri; attribuisce ruoli, gerarchie, compensi; legittima politiche distributive non più sostenibili.

Conservatore dell’ordine costituito: con il debito ha difeso privilegi, millantato credito d’esercizio per operatori screditati; garantito rendite di posizione; conclamato lo squilibrio economico che svaluta valore e brucia ricchezza.

Che fare?

Un giovane di bell'aspetto si fa avanti. Un Professional Consumer, armato di un paradigma nuovo di zecca, si propone al mercato.

Con tono avanguardista dice: per Noi che con l'acquisto trasformiamo il Valore in Ricchezza, in un mercato impallato dall'eccesso, solo la riduzione dei prezzi potrà rendere adeguata la capacità di spesa; se così ha da essere, deflazione sia.

Altro che debito!

E chiosa: sì, riduzione dei pezzi, pressappoco un reddito che ristori il Lavoro di Consumo e garantisca a Noi la continuità d'esercizio, altresì ai Produttori di produrre, ai Commercianti di commerciare, a chi lavora di lavorare.

Poi, mai domo: organizzati saremo la lobby più forte di tutte le altre, chi potrà resisterci?

Chi può dargli torto?

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

2009



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Paoletti D'isidori Capponi Editori

E' un libro di un matto che ha regione da vendere
(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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