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LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI: UN PREZZO DA PAGARE


"La crescita economica è molto legata alla fiducia". Parola di Strauss Kahn, direttore del F.M.I.
Insomma, l'ottimismo degli attori del mercato governa l'economia. Se c'è la fiducia dei Consumatori e quella dei Produttori, tutto fila liscio: un VALORE inestimabile quindi. Altrettanto il PREZZO?
Qui la faccenda si complica: il prezzo è stimabile eccome!
Simuliamo le nostre vicende in un incontro, di calcio magari.Se, ad esempio, viene meno l'ottimismo dei produttori non aumenta l'Offerta; si da' fondo ai magazzini, non si investe, diminuisce la produttività del lavoro, rallenta l'innovazione del prodotto, cala persino l'informazione pubblicitaria...ohibò!
Bisogna darsi da fare: è a rischio la crescita.
Non possiamo starcene con le mani in mano altrimenti, ahinoi, saremo costretti ad acquistare meno, magari ad aumentare i risparmi e a diminuire l'indebitamento. Dovremo anche smaltire l'eccesso accumulato; non potremo cavalcare le mode, finiremo costretti in abiti già messi, magari ad usare lo stesso cellulare sine die: giammai!
Si produrrebbero meno rifiuti; leniti da un'informazione meno voluttuosa perderebbe vanto l'estasi acquisitiva; le istanze condivise tornerebbero a mostrarsi, pure le pratiche solidali troverebbero agio.
Finanche meno I.V.A. da pagare, già...ecchiglielodice al ministro Padoa-Schioppa?
Il loro svantaggio, insomma, mostra il nostro vantaggio.
L'agonismo nel mercato mostrerebbe risultati sorprendenti, alla fine del primo tempo: uno a zero per noi.
Secondo tempo: si cambia,Questa volta siamo noi a perdere baldanza, fiducia...ah beh, allora...
Saremmo indotti ad acquistare meno, magari ad aumentare i risparmi, a diminuire l'indebitamento.
Dovremmo smaltire l'eccesso accumulato, non potremmo cavalcare le mode, insomma tutto come prima.
Per rimarginare i nostri affanni dovremo dare forza alle istanze condivise e alle pratiche solidali. Mostrerebbe qualche segno di sofferenza pure Padoa-Schioppa. Per i nostri coinquilini gli stessi musi lunghi di prima.
Risultato: due a zero.
Abbiamo vinto.
La fragilità, però, della squadra avversaria mostra limiti imbarazzanti: ci possiamo avvantaggiare della loro sfiducia, non riescono ad avvantaggiarsi del nostro pessimismo...poverini!
Stando così le cose, se dovesse mostrarsi il rallentamento della crescita economica decliniamo ogni responsabilità.
Essìpperchè il risultato delle azioni, messe in campo per rispondere alle loro sollecitazioni, addirittura migliora la produttività della nostra azione; migliora pure l'utilizzo del capitale umano impiegato; segni confortanti possono venire anche dal risveglio della nostra responsabilità. Persino l'inflazione avrebbe qualche timore a mostrarsi.
Approposito di responsabilità, dovremo offrire ai nostri avversari quel senso di sicurezza, sollecitare in loro speranza e stima che faccia recuperare l'ottimismo.
Dovremo dedicare loro attenzione, solerzia; mostrare compassione.
Chi meglio dei consumatori professionisti può mettere in campo tali ristori, chi meglio sarà in grado di dare prezzo a questo conforto?
Non mostri ingordigia e sprezzo questo fare: semmai l'obbligo, disposto dalla produttività del nostro esercizio.

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

07 / 01 / 2008



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1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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