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LA SFIDUCIA DELLA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

(ANSA) - PARIGI, 29 NOV - La fiducia dei consumatori francesi ha registrato a novembre un calo di 5 punti, scendendo a quota -28. Lo rende noto oggi l'ufficio centrale di statistica Insee, precisando che i francesi sono ora più pessimisti su tutti i fronti, dal livello di vita alle prospettive della situazione finanziaria, dall'evoluzione della disoccupazione alle opportunità di fare risparmi. Secondo gli economisti il deterioramento del clima di fiducia dei francesi fa temere per la crescita del Pil in quanto i consumi delle famiglie sono stati in questi anni il principale motore dell'espansione economica. Questa la notizia. Nei giorni successivi hanno mostrato la corda anche i colleghi tedeschi e giapponesi; ancor prima quelli americani.La fiducia è agli sgoccioli insomma; è in crisi l’ottimismo, dilaga il pessimismo: ce n’è ben donde.Le emozioni fanno i conti con le ragioni poco emozionanti del portafogli smilzo.Con redditi insufficienti, risparmi al lumicino e debiti che si profila superino il livello di guardia, dove possiamo andare?Un meccanismo economico-produttivo che genera ricchezza mediante il consumo ( i 2/3 del PIL) e che trova modo di potersi sostenere sulla mia fiducia, mostra segni di fragilità sorprendente che riverbera a catena i suoi effetti.Se la mia fiducia pone un freno al consumo, sfiducia l’imprenditore ad investire; stessa sfiducia dai trader di borsa ad investire sulle azioni di quell’imprenditore; sfiducia quelli del capitale finanziario a fare i loro investimenti su quell’azienda; sfiducia che si propaga agli esattori delle tasse perché avranno meno introiti da esporre.Credete che i “sottoposti” stiano meglio?Sono sfiduciati come consumatori figuratevi quale ottimismo sul proprio domani lavorativo.E i politici, sfiduciati anch’essi, da tutti quelli che avevano riposto fiducia nella loro capacità di gestire la fiducia dei consumatori.Ci siamo dentro tutti. Pure tutte le implicazioni di sistema.Un gran casino!In fondo a questo buio una luce, ancora fioca ma vivida, quella nelle mani del nuovo consumatore; quello professionista bello, aitante, pieno di sé; quello che sa usare le proprie passioni come una RISORSA, che sa estrarre forza dalla debolezza, che sa fare di necessità virtù; perfettamente in grado di cogliere il valore di mercato della sua fiducia e darle un PREZZO.Fiducioso che la sfiducia di tutti abbia alzato notevolmente il costo del suo ottimismo; fiducioso che ci sarà qualcosa o qualcuno in grado di dargli conforto e sprone.Questa capacità professionale occorre mettere in campo per uscire dall’empasse.La fiducia dei consumatori, ganglio vitale del meccanismo economico, mostra un valore inestimabile; va coltivato il senso di affidamento e di sicurezza che sostiene tale fiducia; va curata, coccolata, adulata epperchennò ricompensata: PAGATA!Mettiamo la nostra fiducia a REDDITO. Rimpingueremo le nostre asfittiche casse; il livello della nostra esistenza troverà conforto.Faremo espandere l’economia e ringalluzzire il PIL, il meccanismo produttivo tornerà fluido ed a tutti il sorriso.P.S.Si potrà ritenere ingenuo tutto questo dire. Bene chi ha altro da dire lo dica. Mauro Artibani www.professionalconsumer.splinder.com www.professioneconsumatore.org 04 / 12 / 2007

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



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Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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