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LE ROUTINE DEI CONSUMATORI DILETTANTI

Le famiglie italiane buttano nella pattumiera circa 561 euro di alimenti ogni anno, pari al 10% della spesa totale effettuata. Di solito accade perché i prodotti generici sono stati acquistati in una quantità eccessiva (39%), oppure perché i consumatori sono attirati troppo facilmente dalle offerte speciali (21%). Di conseguenza alcuni prodotti scadono o vanno a male (21%). Altre volte invece si acquistano alimenti nuovi che non piacciono (9%) o semplicemente prodotti che non sono necessari (7%). È questo il risultato di un’indagine dell’Adoc sui consumi alimentari degli italiani. A finire nella spazzatura sono soprattutto gli alimenti freschi (39%), il pane (19%), la frutta e la verdura (17%). È più difficile invece che siano sprecati i surgelati (2%) e scatolame in genere (3%). L’Adoc ricorda infine che anche le feste, Natale, Pasqua, Capodanno e i vari compleanni, incidono sugli sprechi per un totale di 129 euro. (a cura di Intrage)

Queste le routine dei consumatori dilettanti, questi 561 euro sono la spia di un eccesso.

Eccesso di offerta, eccesso di acquisto, sprechi, rifiuti in eccesso, redditi insufficienti, ricorso al debito.

Peggio di così si muore.

Il sistema economico si mostra in affanno, sfiancato da patenti diseconomie.

I detrattori lo dicono alla frutta e ghignano; gli elogiatori minimizzano.

E noi, in mezzo al guado, a dover raccattare i cocci, a mettere costose pezze.

Bisogna rimeditare il nostro ruolo, trovare ragione economica alla nostra azione e capacità professionale al nostro fare.

La vita spesa a fare la spesa sfianca?

Prima di acquistare occorre saper fare selezionata, efficiente DOMANDA di merci.

Imporremo misura e qualità all'offerta, daremo misura al nostro spendere, misura allo spreco, misura alle quantità smaltite, ristoro ai redditi, un limite al debito.

I 561 euro della nostra insipienza possono essere recuperati; si può aumentare la produttività del nostro lavoro di consumatori, dare conforto alla nostra responsabilità, costruire credito per la nostra leadership.
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

06 / 03 / 2008





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E' un libro di un matto che ha regione da vendere
(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme



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