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MANIFESTO PER LA CRESCITA ECONOMICA


11 / 05 / 2012

Si continua a recitare il già detto, non si cava un ragno dal buco; si rischia di affogare nella crisi. Occorre parlar d’altro: la crisi economica, al di là di quel che si dice, sta ficcata dentro il meccanismo produttivo. Lì risulta alterato il rapporto di scambio domanda/offerta Questo è potuto accadere perchè i redditi da lavoro, erogati dalle Imprese per produrre merci, sono risultati insufficienti* ad acquistare quelle merci. Tal fatto ha reso l’offerta in eccesso e la domanda in difetto. Per riparare il danno si è dato corso ad un gigantesco flusso di credito in funzione reflattiva che ha consentito di creare ricchezza con il debito. Complice un mercato opaco ed inefficiente che ha smaltito quell’eccesso senza cambiare le regole del gioco. Quando si passa il limite salta il banco, la crisi si mostra: famiglie indebitate, industria finanziaria impallata, debito pubblico allo stremo e magazzini delle imprese stracolmi di invenduto. Già, proprio quando il credito smette di surrogare redditi insufficienti si mostra quello che tecniche e politiche di sostegno della spesa, per decenni, hanno occultato: hanno più bisogno i produttori di vendere che i consumatori di acquistare. Quando nel mondo si tenta di attrezzare politiche economiche per uscire dal guado di mezzo c’è ancora il debito: Debito si, quelli del mondo anglosassone mettono debito su debito** per forzare la crescita che non si mostra sufficiente a ripagare quel debito. Debito no, ribattono gli euro-tedeschi: occorre tagliarlo per risanare le casse pubbliche condannando, chi taglia, a quella recessione che riduce le entrate fiscali, aumenta il debito. Che razza di economia è mai questa che sembra incapace di andare oltre quel debito che fornisce credito ad ausilium a mercati disallineati? Occorre cambiare registro, utilizzare le risorse economiche inutilizzate, quelle nella disponibilità degli agenti economici: I profitti d’Impresa non investiti per produrre****. Vanno investiti per smaltire il già prodotto e poter riprodurre, generare lavoro, creare occupazione, reddito. I ristori messi al pizzo di quei Consumatori che, a fronte di una adeguata capacità di spesa e pur spendendo, risparmiano. Risorse queste che sottratte allo sviluppo e alla crescita bruciano nella recessione. Et voilà vecchie risorse per nuova spesa senza far debito; anzi faranno prelievo fiscale che darà ristoro alle sfiancate finanze statali. Guistappunto per uscire dal guado, la Ditta “Libero Mercato spa”, che impiega il lavoro di Produttori e Consumatori per generare crescita economica e mal ha dispensato gli utili accantonati, deve dar corso ad un aumento di capitale in funzione pro-ciclica. Ai primi e ad un po’ dei secondi, azionisti di riferimento, tocca ricapitalizzare i secondi, azionisti di maggioranza; dotarli di quell’adeguato potere d’acquisto che sta oltre il bisogno per sbloccare il meccanismo dello scambio e smaltire il surplus di offerta che impalla il mercato. *Bankitalia: sale al 22% la quota delle famiglie con reddito insufficiente. **Gli interventi di stimolo attuati dalle autorita' di Washington e dalla Federal Reserve hanno pesato per il 4% sulla crescita del Pil Usa registrata negli ultimi due anni. Lo si legge in uno studio di Fitch Ratings condotto con Oxford Economics, che "solleva interrogativi circa la sostenibilità dell'attuale ripresa". *** Paesi in recessione: Grecia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Olanda, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Regno Unito, Italia. **** Federal Reserve:Le aziende americane continuano ad accumulare liquidità. Nel secondo trimestre 2011 le loro riserve sono salite del 4,5% a 2.047 miliardi di dollari. Si tratta del livello maggiore dal 1945. Eurostat: brusca frenata degli investimenti in Europa nel IV trimestre 2011 Aderiscono di fatto all’aumento di capitale: IKEA, CANALE 5, RETE 4, ITALIA 1, LA 7; le WEB TV; LEGGO, METRO, CITY. RYANAIR, EASY JET, WIZZAIR. Con GROUPON, GROUPALIA, LETSBONUS, le PMI di beni e servizi associate. Gli OUTLET; gli associati di ASSOLOWCOST. SMARTIKA Spa, PRESTIAMOCI.it Mauro Artibani www.professionalconsumer.wordpress.com

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1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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Paul Horme



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