O crescita o morte, dicono gli industriali.
La Marcegaglia di Confindustria, più soft, precisa: “con una crescita troppo lenta, di un + 0,8 o un + 1,0 non si và da nessuna parte. Si deve tornare a crescere almeno al 2%”.
Minacciano e imprecano la crescita, Loro.
Ma come, ma porc… stanno abdicando?
Loro, per definizione, produttori di valore, di occupazione; quelli che danno lavoro, quelli che retribuiscono reddito, quelli che insomma generano la crescita. Proprio loro la reclamano.
Già, da chi?
Vuoi vedere che si scoprono gli altarini?
Vuoi vedere che siamo finalmente punto a capo?
La crescita insufficiente è figlia di un meccanismo dello scambio offerta/domanda impallato. Le merci, non acquistate, perdono valore, l’economia rallenta.
La colpa: il reddito insufficiente. Chi altri sennò?
Già, quel reddito da lavoro, erogato dai Produttori per produrre merci, insufficiente ad acquistare quanto prodotto.
Quell’insufficienza che, surrogata dal debito, per decenni ha consentito di oliare il meccanismo dello scambio facendo funzionare la macchina economica, generando appunto crescita.
Quel reddito surrogato, ma impallato, che oggi non sostiene più quell’acquisto che fa ri-produrre, lavorare, crescere l’economia.
Eggià Signori miei, la spinta alla crescita non proviene più dall’impresa ma dalla spesa: vi è più valore nell’esercizio del consumare che in quello del produrre.
Tal ruolo dovrà essere remunerato da un reddito, giustappunto sufficiente e non surrogato, a generare altra crescita, magari al 2%.
Et voilà, il mondo alla rovescia!
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
10 / 05 / 2011
CONTROLLO DEI COSTI, RIDUZIONE DELLA SPESA, PER TUTTI 17 / 05 / 2012 Se per fame mangio, per il freddo mi abbiglio, per andare da qui a lì vado in auto, faccio questo per bisogno. Se con il cibarmi ingrasso, invece di abbigliarmi vesto alle moda che passa di moda e per spostarmi acquisto un Suv, mi sono affrancato dal bisogno; questo mio fare fa crescere il Pil. Sono t...
E' un libro di un matto che ha regione da vendere (anonimo)
DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
portale di Mauro Artibani (PCON)
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