ORGOGLIO DI RAZZA PADRONA
Una epica tenzone da sostegno e sprone all’economia.
Produzione e consumo i personaggi, produttori e consumatori gli interpreti, Domanda e Offerta le armi dei duellanti, il Mercato ospita la bagarre.
Si produce crescita, ricchezza: tutti felici e contenti.
Il migliore dei mondi possibili!
Io ho fame, tu produci cibo.
Io ho bisogno di abbigliarmi, lui produce abbigliamento.
Io ho necessità di conoscere, loro producono informazione.
Tutto bene dunque.
Un corno!
Se io ingrasso, se ho il guardaroba che scoppia, se subissato da informazioni non trovo la bussola, qualcosa non funziona.
Si dirà: ma l’offerta va ben oltre il misurato bisogno. Soddisfa emozioni, passioni; sollecita esperienze.
Legittima il ciccione; accredita il fare modaiolo; conclama la disinformazione.
A fronte di cotanto fare poi i redditi risultano insufficienti, i risparmi allo stremo, il debito in crescita: ma, porch…!
Già, l’ Offerta.
Offerta in eccesso però: cos’altro sennò?
Certo, potremmo maledire cotanto eccesso del Fare: ne avremmo ben tanto da Dire.
Tra il Dire e il Fare però c’è di mezzo l’Avere.
Si, l’Avere tutto.
Tutto quanto abbiamo avuto.
Affrancati dal bisogno, dalla povertà e dalla necessità: Fatto!
Certo, il costo altissimo: debito, sprechi, relazioni umane impoverite, inquinamento. Questo è quanto.
Già, e la Domanda?
La Domanda, incantati da emozionanti prodotti, appassionate merci, rimpinzati da esperienze belleppronte ci è stata sottratta: scippati.
Quelli della Pubblicità e del Marketing hanno, con sapienza alchemica, dato corso a sofisticati processi di smaltimento dell’Offerta accreditando Domanda, fornendo un decisivo contributo alla generazione della ricchezza e noi…. disonorati e onerati.
La vita spesa a fare la spesa disegna un ruolo pigro, conformato, indefesso, subordinato, affrancato dalla responsabilità: questo ci tocca fare.
Ruolo comodo, lo si può condiscendere, lo si può digerire.
Non è però un bel vedere.
Signori, basta coi pannicelli caldi, si deve fare di più e meglio.
Siamo tanti, praticamente tutti; generatori di PIL rivendichiamo i nostri diritti: riprendiamoci la Domanda.
Si avrà così modo di condizionare l’Offerta, stemperare gli eccessi, ottenere vantaggi, redistribuire gli utili: orgoglio di razza padrona.
Padrona del nostro Fare, del nostro Essere pure dell’Avere.
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
18 / 09 / 2008
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DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
Paul Horme
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