PROFESSIONAL CONSUMER, ALTRO CHE CASALINGA!
E’ lei, generalmente donna, quasisempre Maria, di media statura, non bellissima: casalinga.
Ha in carico redditi familiari insufficienti, risparmi allo stremo, debito e un compito di ruolo: avere cura.
Si, cura della casa, della famiglia, di sé.
Per fare questo, questo fa: la vita spesa a fare la spesa.
Da un’indagine ADOC sui consumi alimentari, risulta che le famiglie italiane buttano nella pattumiera ogni anno 561 euro di alimenti non utilizzati, il 20% della spesa effettuata: non è un bel vedere.
Essì, al mercato trova tanto, troppo, tutto.
L’eccesso di offerta la circuisce e la sovrasta: silente e oberata, obbedisce.
Acquista ciò che trova, non DOMANDA ciò che vuole.
Proprio in quell’agire trova significato il suo fare.
Il totem del PIL da’ supporto all’obbligo di quell’acquisto smisurato che produce ricchezza.
Ricchezza che, condita con debito, sprechi, rifiuti, deserti di solitudine, manifesta gigantesche diseconomie.
Provata da cotanto fervore si inebria e allucina poi si indigna e si ingegna: ne deve uscire. Ne esce.
Per farlo si informa, pondera, medita, comprende, valuta, dispone.
Si, dispone.
Anzi ridispone: il dire, il pensare, il fare in un progetto di “benessere”, non solo ricchezza, che fornisce nuovo senso all’azione, calibra i gesti, istituisce MISURA.
Sceglie, propone attese, infine DOMANDA.
Costringe risposte, indica vie, confeziona strategie di responsabilità.
Dispone quantità e qualità, obbliga l’OFFERTA, ripristina equilibri e compatibilità, scrolla inerzie: un modo attivo di prendersi cura.
Si.
Professional Consumer, altro che casalinga!
Mauro Artibani
www.professionalconsumr.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
17 / 03 / 2008
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 Paoletti D'isidori Capponi Editori E' un libro di un matto che ha regione da vendere (anonimo) 
DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE č il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia č nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalitŕ per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA č ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
Paul Horme
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