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SIGNORI CONSUMATORI, E' TEMPO DI FARE I CONTI


Signori, è tempo di fare i conti con il ruolo economico dei Consumatori scrollando tutta la crosta sociologica che misconosce tal ruolo: operatori di mercato, altro che altro!

In due parole: smaltiamo l’eccesso di offerta che connota l’economia dei consumi; acquistando, trasformiamo il valore delle merci in ricchezza; mediante la pratica di consumazione si fornisce continuità al ciclo economico.

Occupiamo il centro del meccanismo produttivo.

La forza del nostro ruolo: la pratica quotidiana di consumo genera il 70% del PIL; questo il nostro vanto.

La nostra responsabilità, eccola belleppronta: la crescita economica renda la pratica del consumo indifferibile, la nostra azione insostituibile, per questo occorre farsi professionisti del consumo, altro che dilettanti.

E qui viene il bello: la pratica dell’acquisto diviene un obbligo, un esercizio di lavoro, altro che consumo di bisogno.

E qui viene il paradosso: per dare corso a questo lavoro di acquisto occorre un reddito adeguato. Disponiamo invece di redditi insufficienti ai quali soccorre il debito che surroga il reddito.

Debito su debito fino allo scoppio della bolla sul credito e siamo in mezzo alla crisi.

Per uscirne vengono messe in campo politiche congiunturali ovvero ancora debito: quello privato e quello pubblico.

Per questa via dalla crisi non si esce.

Occorre chiedersi: perchè si dispone di redditi insufficienti per sostenere la domanda che smaltisce l'offerta e crea ricchezza?

Perchè, per rinvigorire quei redditi, non si è ridotto il prezzo delle merci?

Oh bella! Perchè c'è un vecchio paradigma economico, da demolire, che ancor oggi impone ruoli, oneri, meriti; distribuisce vantaggi.

Dice: i produttori producono ricchezza e danno ristoro ai bisogni dei consumatori.

Questa regola ha impedito al mercato di ripristinare l'equilibrio tra utili d'impresa e redditi. Sta qui la crisi.

Bellepronto un nuovo paradigma per ripristinare l'equilibrio: i consumatori mediante l'acquisto generano ricchezza; con la consumazione del prodotto danno continuità al ciclo produttivo.

Questo precetto se spinto dalla lobby più forte di tutte le altre, quella dei consumatori, fornisce i modi più idonei per la distribuzione dei redditi e un nuovo equilibrio di sistema: altro che debito.

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

17 / 12 / 2009



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Paoletti D'isidori Capponi Editori

E' un libro di un matto che ha regione da vendere
(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


ONORE AL MERITO



"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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