TUTTI IN BILICO, TUTTI CERCANO APPOGGI: L’APPOGGIO C’E’!
L’oggi cominciò ieri, pressappoco così: quando al mercato sono mancati i denari, sufficienti a far incontrare e contrattare chi offre e chi acquista, si è ritenuto possibile surrogare quella funzione con il debito, lasciando scorrere credito a fiumi.
Quando quei trucchi e pure i tracchi, che hanno consentito di generare ricchezza con il debito, sono saltati i Consumatori si sono trovati in bilico a rifare i conti con l’insufficienza di prima e con la zavorra di un debito insostenibile poi.
Oggi, così sbilanciati, per ritrovare l’equilibrio provano a riappoggiarsi a quei facinorosi del credito che stavolta si spostano perché non hanno da dare, anzi chiedono l’appoggio degli Stati che, per aver già concesso quel credito, rischiano il default. Già, proprio quegli Stati che per non incorrere nel discredito attrezzano manovre finanziarie ad ampio raggio, appoggiate su quelli che consumano: pappappero!
Il costo per i Consumatori, proprio quelli dai redditi insufficienti, della manovra varata dal Governo Monti vale a regime una stangata da 1.129 euro annui a famiglia - dice Codacons - che va ad aggiungersi a quelle già varate dal Governo Berlusconi, per un totale di 3.160 euro. Difficile da sostenere.
Ma come, ma porc…siamo daccapo a 12.
Tutti in bilico, tutti cercano appoggi, nessuno trova appoggio. I Consumatori, ancor più privi di contante e di accesso al credito, ridurranno gli acquisti, si ridurrà la crescita economica; meno entrate fiscali, aumenterà il debito pubblico, salirà il costo di quel debito. Per diminuirlo si dovranno attrezzare nuove manovre per non andare a sbattere, magari andando a cercare spiccioli nelle tasche di quelli che lavorano, dei pensionati, delle famiglie, dei singles, insomma ancora in quelle dei Consumatori.
Si ri-tassa il già tassato, si inventano gabelle ed accise che se non uccidono stordiscono.
E se tentassimo di uscire da questa dannata spirale ricapitalizzando invece di sfiancare proprio i Consumatori, fornendo loro capacità di spesa per sbloccare il meccanismo dello scambio domanda/offerta e riprendere a crescere?
Come?
Magari sollecitando le imprese, che preoccupate non investono per produrre, ad investire per smaltire il già prodotto, abbassando i prezzi delle merci per rifocillare il potere d’acquisto?
Magari sollecitando quei Consumatori dalla bassa “propensione al consumo”; proprio quelli che, avendo di più e spendendo meno, sottraggono risorse economiche alla crescita?
Toh, c’è luce in fondo al tunnel!
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
04 / 01 / 2012
ANDARE OLTRE LA FINANZIARIZZAZIONE DELL’ ECONOMIA 17 / 02 / 2012 Quando il meccanismo produttivo entra in stallo, per sovraccapacità di offerta e sottocapacità di spesa della domanda ed il mercato manca di fare il prezzo di questo squilibrio, si apre il varco all’ingresso dell’industria di soccorso, quella finanziaria: credito sufficiente surroga redditi insufficienti per rip...
E' un libro di un matto che ha regione da vendere (anonimo)
DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER
1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.
2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.
3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO
4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.
5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.
6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.
7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.
8. L’AMBIENTE č il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia č nostro interesse.
9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.
10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalitŕ per il nostro esercizio.
ONORE AL MERITO
"Il Consumatore USA č ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."
portale di Mauro Artibani (PCON)
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