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UNA SOLUZIONE PER LA CRISI, ANZI DUE: INGENUA PERO’

Da Professional Consumer una soluzione, anzi due, per uscire dalla crisi economico-finanziaria ce l’avrei.
Magari pure ingenua, come si conviene agli ingenui.
Non c’è mercato per quegli strumenti cartolarizzati che hanno dentro i crediti immobiliari in default?
Non si conoscono i detentori di quegli strumenti ad oggi privi di valore: nessuno quindi si fida più di nessuno ?
Beh allora, se ai Cittadini Consumatori, ex titolari di immobili oramai pignorati e a quei Cittadini Consumatori proprietari di immobili - in difficoltà a pagare le rate del mutuo - venisse riconosciuto un appannaggio in denaro sonante per poter uscire dall’empasse che li attanaglia, il mercato se ne avvedrebbe; restituirebbe valore a quegli strumenti inceppati, quindi prezzo; quegli strumenti potrebbero uscire dall’oblio. Tornerebbero a circolare.
A questo punto due le soluzioni.
Se quell’appannaggio venisse erogato stabilmente, magari sottoforma di Reddito da Consumo, quei prodotti strutturati tornerebbero appetibili, scambiabili, forsanche leciti e…tutti felici e contenti.
Se lo stesso appannaggio venisse erogato a tempo, giusto il tempo necessario perché la FED avesse il tempo di poter imporre alle neonate Banche Commerciali - già banche di investimento, ex emittenti di prodotti divenuti tossici - di rastrellare e riacquistare quei prodotti ringalluzziti, tornati nuovamente ad essere contrattati sul mercato e toglierli di mezzo, si potrebbe così riaccroccare il mondo.
E poi?
La prima soluzione consente ai Consumatori, rivitalizzati dal Reddito da Consumo, di fare un po’ quello che vogliono.
Nella seconda invece i Consumatori tornati privi di reddito adeguato avranno da imparare a resistere alle sirene del credito,
magari riducendo i consumi,
magari dal 70 al 60 % del PIL come viene suggerito da più parti,
magari per stare al riparo dai maledetti rischi che sono sotto gli occhi di tutti.
Ingenuità x ingenuità, perché non adottare tale ingenuo marchingegno con i crediti delle carte di credito e con i crediti al consumo prima che deflagrino puressi?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com

17 / 11 / 2008

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Intervista su "Informa Consumatori" 8 marzo 2008



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Chi ritiene che il testo appena letto meriti di essere pubblicato invii una "raccomandazione" all' EDITORE. Questa tecnica può invertire la tendenza che vuole il solo editore come proponente testi: possiamo farlo anche NOI.

DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE è il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia è nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalità per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA è ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

Paul Horme


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