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USA/CINA 2 SQUILIBRI


Ci sono in giro ricchi, riccastri e quelli senza il becco d'un quattrino.

Negli USA, l’industria del credito ha prosperato con il debito. Lo stesso debito che ha fatto prosperare l’industria della manifattura Cinese.

Si sono fatti profitti approfittando del debito.

Per un certo tempo il meccanismo ha funzionato poi il crollo della Domanda dei Consumatori Americani, con redditi insufficienti per continuare a sostenerla e della Domanda di quelli Cinesi che non decolla; stessa insufficienza per cominciare a sostenerla.

I primi ingrigiscono nell’ozio; i secondi, ingrigiti dall’ozio, vogliono consumare.

Con redditi insufficienti dunque, debiti necessari, crediti obbligati.

Gli Americani hanno fatto debito per prosperare consumando merci; i Cinesi hanno fatto credito agli USA per prosperare vendendo merci.

In questo gioco delle parti USA / CINA si celano due squilibri per garantirne uno: un PIL mondiale per il 20% sostenuto dai consumatori “stellestrisce”, solo per un misero 3 da quelli con gli occhi a mandorla.

Squilibrio che non ammette equilibri; un giro vorticoso di debito di 3,7 a 1 $ sul PIL.

Quel credito che sostiene il debito, che regge il consumo, che regge la produzione per generare ricchezza si è bloccato: consumo fermo negli USA, produzione ferma in CINA.

Orsù: non è un bel vedere!

Gli Americani costretti a far ricchezza consumando a debito. Già, la produzione improduttiva non è un alternativa: i 700 miliardi di $ l'anno in rosso della bilancia commerciale lo certificano.

Il “soccorso rosso” cinese acquista quel debito invece di finanziare i consumi interni adeguando i redditi.

Cinici i Cinesi, basso il costo del lavoro, competitive le loro merci.

Tutto questo accade: patente l'usura del meccanismo. Scricchiolii dappertutto.

Per andare oltre occorre reddito, senza altri panegirici.

Reddito vero, reddito di scopo, reddito da consumo altro che debiti, altro che crediti.

Questo si deve, per inorgoglire i sovrautilizzati consumatori yankee e i sottoutilizzati visigialli.

Per la loro prosperità, la nostra e quella di tutti.

Mauro Artibani

P.S. Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

02 / 04 / 2009



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(anonimo)


DECALOGO DEL PROFESSIONALCONSUMER

1. La crescita economica rende la pratica dell’Acquisto indifferibile: si rende istituto il LAVORO di consumazione.

2. L’atto dell’acquisto trasforma il Valore delle merci in RICCHEZZA, la consumazione genera nuova PRODUZIONE. Questo il Valore Aggiunto del nostro Lavoro.

3. L’ATTITUDINE al consumare costituisce la nostra RISORSA. Va OFFERTA al mercato: deve produrre REDDITO

4. Il REDDITO ricavato dalla pratica del Consumo consente di rifocillare il risparmio, controllare il debito, garantire l’esercizio del Consumare.

5. Il contributo alla produzione della DOMANDA e dell’ OFFERTA di Consumo reclama al nostro esercizio il controllo dei Fattori di Gestione del sistema.

6. La gestione ATTIVA delle azioni di Consumo rende possibile eliminare posizioni di RENDITA, inefficienze di processo aumentando la PRODUTTIVITA’ del sistema.

7. Il Consumo come esercizio di Lavoro promuove la RESPONSABILITA’ SOCIALE del Consumatore.

8. L’AMBIENTE č il luogo delle pratiche del Consumo. La salvaguardia č nostro interesse.

9. Il LINGUAGGIO del Consumo condiziona il pensiero; la pratica del Consumare dispone le forme della SOCIALITA’. Dobbiamo governare questi processi.

10. La gestione dei SIGNIFICATI del Consumare dispone nuove Finalitŕ per il nostro esercizio.


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"Il Consumatore USA č ancora un Consumatore di ultima istanza, basta guardare all'amontare del deficit commerciale americano che corrisponde all'avanzo del resto del mondo."

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